La Potenza Strutturale

La struttura nel combattimento

Premessa di Sifu Rino Bacino

Nello studio e negli allenamenti si da molta importanza allo studio della struttura, alla stabilità, alla potenza scheletrica bypassando la muscolatura. Tutto ha inizio dalla posizione Yi Gi Kim Yeng Ma che letteralmente è “tenere una capra tra le gambe”, in questi tempi si potrebbe ritrovare la posizione tenendo un cane di media statura, appunto , tra le ginocchia senza farlo scappare e provare a “sentire” la posizione. Questa posizione si chiama anche posizione del cavaliere, posizione Siu Lim Tau Ma, o posizione dello spazzaneve (insegno io) dicono anche clessidra rovesciata ma non è del tutto corretta. La mobilità dell’articolazione che il Dott. Roberto Grolla spiega scientificamente, l’ammortizzazione dalle gambe, il coinvolgimento della parete addominale creano una struttura veramente imponente e potente. Nelle dimostrazione cerchiamo di spiegare questa potenza facendoci spingere da più allievi dalle braccia o da un braccio mettendoci anche su una gamba! Le spinte sono vere perché chiediamo agli allievi di spingere il più possibile anche col rischio di fare brutta figura. Potete vedere la potenza strutturale nella dimostrazione di Sifu Antonio. Durante la pratica del Chi Sao si sente un “muro” di gomma, più forza viene utilizzata contro la struttura e maggiormente ci se la sente respingere con la stessa pressione.

Mantenendo questa posizione come esercizio si può curare la lombo sciatalgia, il mal di schiena, prevenire il “colpo della strega” ed altre patologie.

 

Importanza della contronutazione del bacino nel Ving Tsun nella posizione di guardia e in fase dinamica.

Dott. Roberto Grolla

  

Il bacino può essere considerato la base della

colonna vertebrale e anche questa può essere

considerata un insieme di triangoli ( fig.1 ). 

   
   
 

Il bacino stesso può essere assimilato ad un

triangolo, se pur con qualche differenza tra

l'uomo e la donna,differenza che assume un

valore determinante durante l'espletamento

del parto. ( fig.2 )

   
 

L'emibacino destro e l'emibacino sinistro si articolano con il

sacro mediante l'articolazione sacro-iliaca dx e sx ( fig.3 ),

bisogna anche ricordare che questi movimenti sono di scarsa

ampiezza e variabili secondo gli individui e furono descritti per

la prima volta dal Dott. ZAGLAS nel 1851. Nel movimento di

contronutazione del bacino, detto anche retroversione, il

margine superiore del sacro, o promontorio, si sposta in dietro

ed in alto, l'estremità inferiore del sacro e la punta del coccige

si spostano in avanti ed in basso, tali movimenti sono limitati

dalla tensione dei legamenti ileo-sacrali superficiali e profondi.

   

Il movimento di retroversione del bacino nel Ving-Tsun deve

essere deputato solo ai muscoli della parete anteriore

dell'addome ( fig.4 ) senza che intervengano con contrazione

massimale, ma solo come stabilizzatori, i muscoli glutei:

grande medio e piccolo, altrimenti si verificherebbe una

notevole limitazione dell'articolarità delle anche con

conseguente difficoltà ad effettuare spostamenti in avanti o

a 45°. L'uso dei muscoli addominali in toto ha anche un

altro importante risvolto: fa utilizzare la respirazione

diaframmatica bassa mantenendo stabile la struttura del corpo.

Nell'eseguire la contronutazione o retroversione del bacino bisogna che " stiamo sull'anca " non che ci

 " sediamo sopra l'anca " come avviene in altre situazioni, al fine di poter assorbire i vettori di forza

diretti contro la nostra struttura e avere la necessaria fluidità per restituire tali vettori.

 

La retroversione comporta anche una riduzione della lordosi

della colonna vertebrale lombare con conseguente riduzione

della cifosi toracica e quindi un migliore assetto del complesso

bacino-rachide al fine di migliorare la stabilità della nostra

struttura. ( fig.5 ) La contronutazione del bacino è altresì quella

che ci fornisce una enorme forza propulsiva in avanti e a 45°

pur non facendo perdere al nostro corpo la struttura e quindi

una grande stabilità.