Il Giusto Tempo

Di Sifu Antonio Bacino

“Quanto tempo ci vuole per imparare?” Questa è la domanda in assoluto più frequente che viene posta ancor prima di iniziare gli allenamenti. La risposta è che il tempo di apprendimento dipende da vari fattori che potremmo semplicisticamente riassumere in: frequenza, sistema d’insegnamento, impostazione dell’allievo rispetto all’insegnamento, spirito.

La frequenza è importante al fine di garantire al proprio corpo ed alla mente, la possibilità d’incamerare ed elaborare le teorie ed i movimenti insegnati, per mezzo di un lavoro costante introducendo ed abituando noi e il nostro corpo a dedicare del tempo all’apprendimento.

Come frequenza minima personalmente consiglio di praticare due giorni alla settimana per un tempo che varia da un minimo di un’ora e mezzo sino a due ore per ogni lezione. Se non si disponesse di una tale quantità di tempo, si potrebbe ripiegare su di un allenamento più mirato della durata di circa cinquanta minuti, seguendo un programma concordato con l’istruttore lavorando assiduamente sulla ripetizione dei movimenti delle forme ed esercizi basilari. Qualunque tipologia di allenamento si scelga lo si deve prendere seriamente e concentrarsi per farlo fruttare al massimo.

Se si disponesse di quantità di tempo maggiori non vi sono controindicazioni, ci si può allenare quanto si vuole, non fa mai male!

Il sistema d’insegnamento e il metodo si scandiscono e organizzano le lezioni e i progressi degli allenamenti, regolandosi su di un programma che funzioni per tutti. Ogni allenamento o lezione deve essere svolto ed incentrato basandosi su ciò che serve davvero al fine di fare imparare gli allievi solo ciò che realmente gli servirà, evitando tutto ciò che è superfluo. Nel nostro sistema poniamo molta attenzione all’esecuzione delle forme, veri è propri scrigni contenenti tutto ciò di cui abbiamo bisogno per il nostro apprendimento dei movimenti e dei principi , gli esercizi sia singoli che in coppia che svolgono la funzione di applicare ciò che si è imparato teoricamente, le applicazioni e tattiche del combattimento aventi la funzione di imparare a gestire un combattimento sia dal punto di vista prettamente fisico sia della ricerca del dominio di sé.

Ogni lezione deve essere focalizzata su di un elemento o due, non di più, al fine di rendere possibile a tutti l’apprendimento un dato movimento o principio. Durante le nostre lezioni non è concepito il “riscaldamento atletico”, non corriamo, non saltiamo, non facciamo né flessioni né piegamenti, non trattiamo un allenamento di Wing Chun come una lezione d’aerobica .Chiunque volesse allenarsi correndo, nuotando o facendo qualsiasi altra attività fisica potrà tranquillamente esercitarsi nel tempo libero. Per “riscaldamento” pratichiamo le forme con il giusto concetto e con energia, non come un insieme di fotogrammi , alleniamo i pugni a catena, applicandoli con i passi, calci, tecniche per la coordinazione che, sorpresa, sono tecniche di difesa personale. Con un’introduzione di questo tipo sarà molto meno traumatico entrare nel vivo della lezione, gli allenamenti devono essere incentrati nell’imparare il kung fu, non ad avere una preparazione per atleti agonisti.

L’atmosfera creata dall’istruttore è anch’essa fondamentale e deve essere serena ma che sproni gli allievi a dare sempre il massimo di sé.

L’impostazione dell’allievo rispetto all’insegnamento è come si pone l’allievo nei confronti dell’istruttore, ovvero se ascolta e cerca di seguire gli insegnamenti ponendo domande pertinenti ed utili a tutti o se al contrario cerca di mettere in difficoltà e contraddire l’istruttore intralciando il suo lavoro facendo inutile polemica, creando così un ambiente ostile non solo per lui , ma anche per i suoi fratelli di kung fu, rallentandone l’apprendimento.

Per spirito intendo la volontà di migliorarsi , di superare i propri limiti lavorando su sé stessi tirando fuori la grinta e la determinazione necessarie per non cedere alla pigrizia ed al momentaneo sconforto nel non riuscire immediatamente in ciò che si sta facendo, non si sta sostenendo un esame ma ci si sta allenando e dobbiamo renderlo più piacevole possibile.

L’allenarsi nel Wing Chun non deve essere visto come una gara dove “si deve arrivare primi così il maestro mi tiene in considerazione” ma un percorso da vivere senza fretta, seguendo i propri tempi , senza farlo diventare una ulteriore fonte di stress.

Tutti questi elementi sono responsabili della velocità di apprendimento, ognuno ha bisogno del proprio tempo e l’accettazione di ciò è già un ottimo inizio