Il Chi Sao

Che cos’è il Chi Sao? Il Chi Sao tradotto letteralmente dall’ideogramma significa braccia appiccicose, mani incollate. Diverse Scuole di Kung Fu insegnano qualche cosa di simile come il Tai Chi Chuan, l’Escrima, se ne trova una traccia nello Judo da combattimento, anticamente sembra che fosse presente anche nel Ju Jutsu ( poi se lo sono perso!!) però il più completo, il più incisivo è il Chi Sao del Wing Chun. Erroneamente molti insegnano che si inizia col Chi Sao a una mano, e si chiama Dan Chi o Chi Tan Sao in effetti lo studio della sensibilità inizia da … subito, già praticando il ciclo lop sao, già da quel momento gli allievi vengono iniziati allo studio della sensibilità e del Chi Sao. Perché è stato inventato? per “pulire”, per “liberare” la strada, per colpire a colpo pieno e senza ostacoli nel momento in cui si arriva al contatto fisico attraverso il Man Sao. Nei combattimenti vediamo che spesso il colpi non giungono a segno perché vengono intercettati dalle braccia del partner, difendendosi, ed allora è stato studiato il sistema di togliere le braccia, l’ostacolo dalla traiettoria. Se pensate a come avviene una colluttazione.. sia che vi siano delle prese o che vi siano dei pugni le braccia di uno vanno verso il corpo dell’altro. Quasi tutte le Arti Marziali hanno studiato una serie di blocchi per impedire di essere colpiti od afferrati, il Wing Chun ha studiato il sistema di gestire il momento del contatto deviando, intrappolando le braccia dell’avversario e rimanendo con una mano libera per colpire.

In che cosa consiste il Chi Sao? 
Nel rimanere “incollato” alle braccia del partner aspettando che commetta un errore. 

Quali sono gli errori più soventi? 
Allontanarsi con il corpo; staccare le braccia (anche un solo braccio); allentare la pressione da verso il partner; cercare di risolvere il contrasto con la forza; cercare di portare il partner fuori dalla linea centrale; cambiare angolazione del corpo; cercare di colpire il partner. Queste sono gli errori che più spesso portano ad essere colpiti.

Da dove nasce il Chi Sao?
Praticando la Siu Lim Tau possiamo trovare nel terzo e nel settimo movimento il Chi Sao: non cambia molto da scuola a scuola. (il movimento della forma !!) in realtà mettendo in pratica i principi, le interpretazioni corretti in pratica cambia moltissimo. Alcune scuole insegnano delle “sequenze” ma non sono del tutto corrette: non esistono sequenze nel Chi Sao. A mio parere il Chi Sao è creativo !! E la vera difficoltà è questa: non tutti riescono a “creare”: il Wing Chun è veramente Arte Marziale. Questo è un motivo per il quale molti smettono di praticare il Wing Chun si deve essere degli Artisti nell’Arte Marziale. Ascoltando il corpo, le pressioni, entrando in risonanza col partner escono dei movimenti che cambiano da volta a volta trasformandosi in altri. Spesso insegnano ed insegniamo combinazioni che verranno messe in pratica chissà quando!!! Forse mai, dipende sempre dal partner. 

La tecnica del Chi Sao.
La prima “domanda” viene fatta lanciando entrambe le braccia (man sao), sino ad entrare in contatto con le braccia del partner che fa altrettanto. Ora che le braccia sono a contatto, basta una leggera pressione che un braccio cede trasformandosi in Bong Sao e l’altro in Fook Sao e per tutta risposta il partner trasforma il Man Sao in Tan Sao e Bong Sao. Ora il partner cerca di colpirci col braccio in Tan Sao ed ecco che diamo inizio al ciclo Bong – Poon Sao. Ora restiamo in ascolto.. Com’è la pressione delle braccia del mio partner? Sulla linea Centrale? Di lato? Se è sulla linea centrale rispondiamo seguendo il Bong Sao col Fook Sao e contrattaccando: l’attacco e la difesa sono contemporanei .. un principio del Wing Chun. Potrebbe essere un esercizio per allenare e sciogliere le braccia ma non è Chi Sao. La pressione dev’essere esercitata verso la linea centrale col Tan Sao che deve essere contrastato dal Fook Sao. Se la pressione del Fook Sao è correttamente verso la linea centrale il Tan Sao si trasforma in Bong Sao. Mentre contrattacchiamo cedendo trasformiamo anche il nostro Bong Sao in Tan Sao e controlliamo con la parte superiore della mano. Lo scopo della trasformazione del Tan Sao in Bong Sao è quella di cambiare la spinta del partner preparandoci a colpirlo. Ora il movimento in sequenza ha iniziato (somiglia una roteazione delle braccia) in questi semplici movimenti dobbiamo raffinare la nostra sensibilità, ascoltare ogni eventuale cambiamento di pressione od angolazione e trasformare i nostri movimenti in altri senza creare spinte o pressioni eccessive restando sulla linea centrale.

Quando si viene colpiti?
Quasi sempre quando non abbiamo le braccia allenate a mantenere la posizione corretta allora si affaticano e lentamente si abbassano offrendo la parte più vulnerabile del nostro corpo: quella che viene chiamata “diaframma “, “plesso solare”. Ora si insegna come cercare di difendersi da quel primo colpo.. ma è un ripiego, quel colpo non ci dovrebbe essere. Ora le braccia escono leggermente dalla linea centrale ed ecco che insegnano Pak Sao e doppio Pak Sao. Nel Chi Sao non usiamo quasi mai tutte le tecniche che conosciamo ma solo alcune più adatte nello spazio breve. La cosa più difficile sta nel praticare un Chi Sao corretto. Non vengono usate solo le braccia ma anche le gambe. La stabilità è sempre in pericolo. Occorre una grande stabilità strutturale, forza di gambe e mente sveglia, sempre. Le gambe devono accompagnare il movimento delle braccia per mantenere sempre invariato l’assetto del corpo. Tutto il corpo si deve muovere in un unico movimento, come un’onda, prima spazzando via tutto quello che trova e poi trascinando quello che ha cercato di fermarla. Però non ci si deve confondere praticando il Chi Sao: mani appiccicose, mani incollate sino a che si rimane nell’area del corpo: ogni volta che il mio partner cercherà di portarmi fuori dalla mia linea centrale, io devo rientrare e coprire eventuali “buchi”. Mani appiccicose non significa “seguire le mani” anzi le mani, le braccia vengono tenute sotto controllo e sotto minaccia ma non vengono seguite. Anche il Chi Sao ha i suoi segreti e moltissimi. Il primo sbaglio si fa nel pensare che le braccia roteano, come un frullino. Le braccia si trasformano, ma la vera potenza sta nelle angolazioni e nei gomiti: da loro parte la potenza. Per entrare nella guardia praticando il Chi Sao, è sufficiente portare i gomiti del partner fuori dalla linea madre... semplice, vero? E poi tutto il resto viene da sé. Certamente vengono insegnate delle combinazioni per colpire e intrappolare le braccia del partner, molte Scuole li chiamano “Programmi”… non c’è niente di più sbagliato, esistono degli esercizi, esercizi applicativi. Si deve insegnare ad aprire la mente, mantenendo il corpo forte e creando combinazioni molto corte che ci permettano di difenderci ed attaccando usando dei movimenti del Wing Chun, combinare come delle tessere di un mosaico che si incastrano tra di loro creando altre tessere, all’infinito. E’ divertente, un gioco sottile, di abilità,astuzia e sensibilità che termina senza vincitori né vinti o con entrambi vincitori o perdenti ma comunque arricchiti dello studio del Chi sao.