Sihing Andrea Neri

  Grado :   Sihing
  Nome :    Andrea
  Cognome :   Neri
  Nato il :     
  Città :    
  Scuola di :    Livorno

Responsabile LIVORNO.

Pratico kung fu da 6 anni circa ma per diversi periodi non ho avuto la possibilità di dedicar mici: periodi molto lunghi. Il motivo di questo allenamento altalenante è dovuto prima allo studio e poi al mio arruolamento nell’esercito che specialmente per i primi 2 anni mi ha assorbito in gran parte nelle diverse attività. Questo tuttavia proprio grazie al tipo di disciplina che è il Wing Chun non è stato un problema marcato; allenavo la precisione dei movimenti e una logica del combattimento e non la forza o la reattività muscolare come in diversi altri arti marziali, per cui ripartivo sempre o quasi da dove ero rimasto la volta prima e non ogni volta da zero. Al massimo dovevo riprendere dimestichezza col movimento, riacquisire la fluidità, rinfrescare la mente, ma non dovevo riallenare il fisico. Un altro grande vantaggio del Wing Chun è che esso come dice il mio maestro “lavora dentro” ciò vuol dire che anche non praticando quella sequenza di movimenti dopo un certo tempo essa uscirà comunque come dal nulla perché  il tuo corpo lo avrà assimilato inconsapevolmente. Perché ho deciso di dedicarmi proprio a questo stile e non ad un altro? Volevo apprendere uno stile di difesa personale innanzitutto non uno sport, lo volevo scevro da cose futili o coreografiche, regole assurde, inutili gradi, buonismo gratuito. Volevo un’arte omnicomprensiva per difendermi da ogni attacco, che mi dava la possibilità di cavarmela in ogni situazione, in ogni ambiente anche con gli anfibi e uno zaino pesante addosso! In certe situazioni non puoi metterti a saltellare intorno all’avversario oppure non batterti perché non hai i guantoni o il terreno non è perfettamente pari. Volevo uno stile risolutivo, immediato e pragmatico non bello e popolare. In questo sono stato accontentato ma poi ho scoperto anche molto di più. Il wing chun è tanto semplice quanto complesso e irraggiungibile nella perfezione, affascinante per origini e armonia ma ineluttabile come le leggi della fisica. Questo stile di Kung Fu usa le forze che governano il mondo:lo ying e yang, leggero e “gentile” in certe azioni come “violento” e incontrastato in altri. Una volta mi è stato chiesto come fai a riconoscere un vero maestro: io ho risposto:” il vero maestro è quello che appena arrivi nella sua palestra ti accoglie volentieri e quando gli chiedi di mostrarti il suo stile subito te lo fa provare sulla tua pelle azzerandoti senza necessariamente farti male e ti fa capire che ha tanto da insegnarti. Il vero maestro è colui che ha sempre una risposta sensata a qualunque tua domanda e confuta le tue tesi con i fatti se necessario, non ti inganna e ti dimostra che tutto ciò che fa e ti fa provare è efficace e “vero”. Infine il vero maestro è colui che ti tratta sempre da amico, ti rispetta e prova ad aiutarti in vari aspetti della tua vita nei quali tu cerchi una risposta attraverso il kung fu. In tutto questo io posso dirmi esaudito e di ciò ringrazio i miei 2 maestri:  sifu Antonio e sifu Rino. Sono solo all’inizio di questo cammino che so già non avrà mai una fine nella ricerca della perfezione, lo stesso Gran master Ip Chin dice che i suoi calci non sono ottimi, ma sono sempre più convinto che né varrà la pena.